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Strategia Zero Waste

Cos’è la strategia Zero Waste?


La strategia Zero Waste, ovvero “zero rifiuti”, è una filosofia e uno stile di vita che ha come fine l’azzeramento dei rifiuti.

Zero Waste è un modo di pensare ma soprattutto un modo di agire.

E’ una filosofia amica dell’ambiente sempre in movimento, alla ricerca di nuovi criteri per inquinare di meno e produrre meno rifiuti possibili. Questa strategia rappresenta un’alternativa economica, ecologica e anti-spreco rispetto al sistema di rifiuti tradizionale. Se un prodotto non può essere riutilizzato, riciclato o compostato, allora deve essere ridisegnato o non ha motivo di essere prodotto.



Quando e grazie a chi nasce questa filosofia?


Paul Connet, professore di Chimica Ambientale alla Saint Lawrence University di Canton (New York), è l’ideatore di questa filosofia. Il tutto ebbe inizio quando Connet fu coinvolto in uno studio per la gestione dei rifiuti e successivamente, insieme al gruppo “Work On Waste USA”, si oppose alla costruzione di un inceneritore nella sua città. Questa filosofia nasce nel 1985, e nei successivi 10 anni riuscirono a fermare la minaccia di oltre 300 inceneritori.


Punti fondamentali


La strategia rifiuti zero si basa su 10 punti fondamentali.

  1. Separazione alla fonte.Si tratta di coinvolgere i cittadini al fine di organizzare una corretta raccolta differenziata dividendo le varie tipologie di rifiuti alla fonte.

  2. Raccolta porta a porta. Organizzare una raccolta differenziata porta a porta sembra ad essere il metodo più efficace. La raccolta è determinata da un calendario settimanale.

  3. Compostaggio. Realizzare grandi aree di compostaggio dove convergere i rifiuti organici, possibilmente costruiti vicino ad aree utilizzate dagli agricoltori.

  4. Riciclaggio. Realizzare degli impianti di riciclaggio, dove il rifiuto verrà riciclato e recuperato per poi essere reinserito nella filiera produttiva.

  5. Riduzione dei rifiuti. Uno dei punti più importanti da adottare, applicare nuove soluzioni al fine di ridurre i rifiuti.

  6. Riuso e riparazione. Imparare a riusare e a riparare i beni durevoli.

  7. Tariffazione puntuale. L’inserimento di una tariffazione corretta basata sulla produzione effettiva dei rifiuti non riciclabili da parte di ogni cittadino.Questo punto premia il comportamento dei cittadini, incentivando a fare acquisti corretti e migliori.

  8. Recupero. Realizzazione di impianti di recupero e selezione dei rifiuti in modo da recuperare altri rifiuti riciclabili.

  9. Centro di ricerca e progettazione. Creare dei centri per la ri-progettazione, riuso e ricerca dedicata ai rifiuti non riciclabili. Un’analisi del residuo che deve collaborare con le imprese al fine di promuovere l’importanza dell’eco-design.

  10. Zero Rifiuti. L'obiettivo finale, riuscire a ridurre almeno il 90% dei rifiuti.

Oltre questi punti fondamentali, ci sono le famose “5R” che possono riassumere molto bene tutti i punti.

  • Reuse

  • Reduce

  • Recycle

  • Rot (inteso come compostaggio)

  • Refuse. Su questa mi soffermerei un attimo. Molto probabilmente quella più importante, rifiuta. Rifiuta ci fa capire che la filosofia Zero Waste non è solo smaltire correttamente i rifiuti ma è rifiutare le cose superflue o inutili fin dall’inizio. Rifiutare ciò che non ci serve è un grande passo per arrivare all’obiettivo finale.

A queste cinque R, possiamo aggiungerne altre due:

  • Repair

  • Redesign (riprogettazione).


Cosa si può fare per aiutare l’ambiente?


Esistono molteplici “tips” da adottare per aiutare l'ambiente ed iniziare ad avere un occhio di riguardo a tutto ciò che ci circonda. Nel nostro piccolo possiamo fare la differenza iniziando dalle piccole cose della quotidianità.


Qualche piccolo consiglio per iniziare ad essere uno “zero waster”!

  • Sostituisci le bottiglie di plastica con le borracce. Quando esci porta sempre con te una borraccia, così eviterai di comprare numerose bottiglie di plastica;

  • Rifiuta l’usa e getta. Che sia di plastica o di carta, non usare più prodotti usa e getta e/o monouso, scegli sempre un'alternativa riutilizzabile e sostenibile;

  • Compra acqua in vetro o porta le bottiglie da riempire alle “Casette dell’acqua” che si possono trovare in tante città, così il portafoglio e l’ambiente ti ringraziano;

  • Quando esci per fare la spesa porta con te delle borse riutilizzabili così eviterai di prendere altre borse inutili di plastica. Esistono alternative riutilizzabili di molti tipi, in cotone, lino, nylon ma anche borse ottenute dalla bottiglie di plastica;

  • Cerca dei negozi “alla spina”. In tante città esistono negozi con prodotti sfusi e senza imballaggio. Ti basterà portare con te i tuoi recipienti, flaconi o barattoli per fare degli acquisti sostenibili. Alla spina puoi trovare molti prodotti, dalle saponette al sale, dalla pasta al detersivo per i pavimenti. Inoltre per i prodotti imballati questi negozi applicano la politica del “vuoto a rendere”;

  • Acquista usato o di seconda mano. Ciò che non serve più a una persona può essere di primaria importanza per qualcun altro.



Conclusioni


Bisogna diventare più consapevoli dei nostri consumi, acquisti e sprechi.

Dev’esserci un continuo dialogo tra cittadini, comunità locali, imprenditori e designer al fine di migliorare il modo di produrre e di conseguenza di consumare.

Zero Waste, come già detto, non è solo fare una corretta raccolta differenziata, ma inizia molto prima, dal momento dell’acquisto.


Quindi pensa bene a quello che stai acquistando:


è indispensabile? Di che materiali è realizzata la confezione? Posso avere un’alternativa più sostenibile? E’ riciclabile o riutilizzabile?
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